Il clan slavo degli schiavisti. Donne e uomini, capi e luogotenenti, guardie, addetti alla contabilità e alla ricerca di covi in anonimi quartieri, in una geografia dalla Serbia e dalla Croazia a Milano, dagli isolati luoghi di campagna bagnati dal fiume Sava e punti del reclutamento, fino ai marciapiedi cittadini e dell’hinterland. Ma anche agli appartamenti, alle piazze della droga, ai vagoni della metropolitana. Un clan che adesso va a processo con l’accusa, che davvero pare anacronistica tant’è agghiacciante, di traffico di esseri umani. Esseri umani sempre e soltanto…

